Controlli elettronici Rc auto: come difendersi dagli errori

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banca dati assicurazioniCome ormai sappiamo da tempo, le Forze dell’ordine hanno la possibilità di verificare la presenza della regolare copertura assicurativa sui mezzi circolanti su strada semplicemente dal numero di targa. I controlli sono quindi sempre più intensi e spesso basta una semplice App per verificare se un mezzo è assicurato o meno.

I maggiori controlli purtroppo portano a sempre più errori nella verifica delle coperture assicurative, poiché in alcuni casi la banca dati potrebbe non essere stata aggiornata correttamente dalla compagnia oppure la polizza potrebbe riportare un numero di targa errato. Vediamo cosa succede in questi particolari casi e come difendersi da eventuali errori.

LA PROCEDURA CORRETTA IN CASO DI MANCATA ASSICURAZIONE

Dato che molto spesso le forze dell’ordine fanno scattare pesanti sanzioni per chi circola senza assicurazione, multa di circa 850 euro e sequestro del veicolo, è bene sapere i controlli effettuati tramite banca dati e smartphone non hanno alcun valore per l’irrogazione diretta di questo tipo di sanzioni.

Secondo il Codice della Strada infatti quando un veicolo risulta scoperto ai controlli elettronici delle Forze dell’Ordine, gli agenti devono richiede al conducente di mostrare i documenti assicurativi che dimostrino l’esistenza della copertura assicurativa. Questo non è comunque un’obbligo per il conducente, che in caso non abbia la possibilità immediata di dimostrare la propria copertura, subirà una multa di 41 euro per la mancanza del documento a bordo e dovrà successivamente portarlo in visione, entro pochi giorni di solito, presso un’ufficio di polizia, caserma dei Carabinieri o Vigili urbani.

Chi non rispetta tale termine verrà quindi successivamente multato sia per non aver adempiuto all’ordine di presentazione del documenti, sia per circolazione senza copertura assicurativa.

SOLUZIONI POSSIBILI AGLI ERRORI

Il fatto che un conducente sia privo di documenti assicurativi a bordo e risulti non coperto alla banca dati delle assicurazioni, non implica infatti obbligatoriamente che non abbia stipulato una regolare polizza assicurativa. La banca dati potrebbe non essere stata aggiornata tempestivamente oppure l’assicuratore potrebbe aver riportato sul contratto un numero di targa errato, tutti casi che posso essere risolti con la collaborazione della propria compagnia assicurativa.

La legge infatti obbliga il conducente presentare prova della propria copertura entro diversi giorni successivi alla prima sanzione da 41 euro, periodo entro il quale è facile riuscire a risolvere eventuali errori con il proprio assicuratore e fornirne così prova alle forze dell’ordine.

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