Neonato morto per truffare l’assicurazione

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Incredibile truffa ai danni di una compagnia assicurativa in Calabria: le indagini della Polizia e della Guardia di Finanza di Cosenza hanno smascherato una truffa e posto agli arresti domiciliari una donna ed altri complici per aver fatto nascere prematuramente un neonato, poi morto, per ottenere un risarcimento più elevato per un falso incidente stradale.

Aborto per ottenere un indennizzo più elevato

L’inchiesta ha portato agli arresti della madre del neonato, del medico dell’ospedale di Corigliano Calabro e di altre due persone. Dalle ricerche delle autorità contro i falsi incidenti e truffe alle assicurazioni e all’Inps è emerso questo assurdo caso di truffa: per ottenere un risarcimento più elevato dall’assicurazione la donna in stato di gravidanza al settimo mese è stata indotta a partorire prematuramente con l’aiuto del medico di Corigliano Calabro, presente al pronto soccorso al momento dell’arrivo della donna a seguito del falso incidente. Il neonato sarebbe così stato lasciato morire a causa delle mancate cure ricevute all’ospedale, il tutto per riuscire a riscuotere un’indennizzo più elevato, poi diviso tra i soggetti coinvolti nella truffa.

Verifiche su numerosi altri casi

Un caso di truffa alle assicurazioni assolutamente raccapricciante; le autorità stanno infatti compiendo numerose verifiche su alcuni casi di aborti avvenuti dopo la denuncia di sinistri stradali. E’ così che è venuto alla luce il più eclatante dei casi, ma non si esclude che ce ne possano essere molti altri ancora.

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