Chi usufruisce della legge Bersani viene penalizzato, quali soluzioni?

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Decreto-BersaniDella Legge Bersani per l’assicurazione auto e moto ne abbiamo parlato più volte. E’ importante però approfondire meglio l’aspetto relativo ad alcune penalizzazioni che le compagnie utilizzano per chi ha usufruito di tale agevolazione. Vediamo di cosa si tratta.

Come ben sappiamo la legge Bersani permette di iniziare un contratto rca su un mezzo acquistato, nuovo ousato, partendo dalla classe di merito più vatnaggiosa di un altro veicolo di pari categoria appartenente allo stesso proprietario o ad un familiare convivente. Benchè la classe di merito sia la stessa il contratto che ha ususfruito della Legge Bersani pagherà un premio più alto rispetto alla polizza di provenienza; questo perchè la polizza da cui si è “presa” la classe ha maturato uno “storico assicurativo” maggiore rispetto alla nuova polizza che riporterà sull’ attestato di rischio, negli anni precedenti alla prima assicurazione, la dicitura NA (non assicurato) per tutti gli anni precedenti alla prima stipula.

Compagnie contro la Legge Bersani

Le compagnie hanno dato sempre più risalto nel calcolo delle proprie tariffe a questo parametro per cui i dati tecnici, i dati del proprietario e la classe di merito non sono gli unici parametri che influiscono sul premio rca; si tratta di una sorta di difesa delle compagnie nei confronti della Legge Bersani che dalla sua entrata in vigore nel 2007 viene utilizzata nella maggior aprte dei caso in cui si va ad acquistare un nuovo veicolo da assicurare.

Attestato di rischio dopo 5 anni

E’ vero però che man mano che passano gli anni si andrà a completare l’attestato di rischio, e dopo 5 anni esso sarà del tutto identico a quello di una polizza normale con classe di rischio guadagnata negli anni. Anche se la classe di merito è la più bassa, ossia la CU 1, il completamento dell’attestato di rischio anno dopo anno permette all’assicurato di conseguire un risparmio sempre maggiore. Ma dopo 5 anni l’attestato di rischio diventa realmente come quello di una polizza normale giunta alla classe più bassa dopo anni e anni di assicurazione immacolata? Purtroppo non è sempre così, molte compagnie infatti tendono a dichiarare sull’attestato di rischio l’eventuale applicazione della Legge Bersani, benchè l’attestato sia completo negli ultimi 5 anni; le compagnie infatti indicano speso la seguente dicitura: polizza che ha beneficiato dell’Art.134, comma 4-bis del D.L. 209 del del 07/09/2005 (Codice delle Assicurazioni). A riporva di ciò potrete verificare come molte compagnie online richiedano tra le tante domande se il mezzo ha usufruito in passato della legge Bersani, anche fornendo un’attestato di rischio completo; e il premio ne risentirà sicuramente sulle vostre tasche.

Soluzione al problema

Come ovviare a questa ingiusta discriminazione, una volta completato il proprio attestato di rischio? Fortunatamente non tutte le compagnie utilizzano la dicitura relativa alla Legge Bersani, e come in molti assicurati ormai hanno capito, spesso cambiando compagnia è possibile che tale dicitura non venga più indicata e ci si ritroverà con una polizza “normale” con attestato di rischio completo al pari di un’assicurato giunto alla stessa classe di merito dopo almeno 14 anni di discesa (la classi d’ingresso senza bersani ricordiamo è la cu 14). In sintesi se il vostro nuovo attestato di rischio non ripoterà più NA, non presenterà la dicitura relativa alla legge Bersani e l’età anagrafica dell’assicurato è compatibile con almeno 14 anni di assicurabilità allora il vostro attestato di rischio verrà considerato dalle compagnie come “guadagnato sul campo” e non ottenuto dall’agevolazione bersani.

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