TFR in busta paga per aumentare i consumi

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tfrL’ultima idea del premier Matteo Renzi è quella della liquidazione Tfr in busta paga per far aumentare i consumi. Matteo Renzi si dice al lavoro per inserire il Tfr nelle buste paga già dal 1° gennaio 2015, facendo sì che i cittadini intaschino mediamente 70 euro al mese in più.

Il Tfr

L’azienda accantona a favore del dipendente un’importo pari al 6,91% della retribuzione lorda annua; ogni anno tale importo accantonato viene rivalutato dell’1,5%, più il 75% dell’inflazione registrata nell’anno di riferimento. Tale rivalutazione viene tassata annualmente dell’11%, mentre al momento della liquidazione del tfr (per pensionamento o cessazione del rapporto di lavoro) il capitale viene tassato in un’unica soluzione.

Chi potrà ricevere il Tfr in busta paga

La novità che vorrebbe introdurre Renzi varrà per il Tfr che maturerà dal 1° gennaio 2015, ma probabilmente tale operazione riguarderà solo il 50% del tfr non tutto. Ovviamente verrà lasciata al lavoratore la scelta di avvalersi di tale sistema. In pratica quindi il tfr non verrà liquidato più alla scadenza del rapporto di lavoro ma durante il rapporto stesso. I lavoratori interessati da questo nuovo sistema saranno solo i lavoratori privati e l’operazione potrebbe essere limitata ad un periodo variabile da uno a tre anni. L’idea di trasferire il Tfr in busta paga, o comunque parte di esso, non è un’idea nuova, altri governi e partiti in precedenza avevano già proposto una soluzione del genere, come Giulio Tremonti o La Lega Nord.

La preoccupazione delle Imprese

Le Imprese hanno intanto già preso posizione, ritenendosi preoccupate per possibili problemi di liquidità che potrebbero mettere in crisi molte aziende, soprattutto piccole imprese artigiane e commerciali che hanno un’accesso al credito spesso difficoltoso. Renzi, in tutta risposta, ha fatto sapere che la nuova misura scatterà solo se vi saranno le condizioni che garantiscano alle imprese di non avere problemi di liquidità nell’erogare il tfr in busta paga.

Tanti dubbi sull’operazione

La novità proposta da Renzi solleva sicuramente molti dubbi: primo fra tutti la rivalutazione del tfr lasciato fino ad oggi in azienda verrebbe meno e se consideriamo che nel giro di 10 anni il Tfr arriva a rivalutarsi quasi del 20% parliamo di un’aspetto di non poco conto. Altro aspetto da valutare è la questione previdenziale: il tfr in busta paga non sarebbe la morte delle previdenza complementare per quei lavoratori che vi aderiscono e che ne fanno la principale fonte di contribuzione per garantirsi una protezione futura al termine del rapporto di lavoro?

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