Infortunio sul lavoro, come viene calcolata l’invalidità?

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infortunio lavoro

La regolare attività lavorativa deve essere per legge coperta dall’assicurazione Inail obbligatoria per i datori di lavoro. I lavoratori quindi sono assicurati dai possibili infortuni che possono accadere sul luogo di lavoro o comunque durante il tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro (rischio in itinere).

Cosa si intende per infortunio sul lavoro?

L’assicurazione Inail copre per ogni incidente avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte, l’inabilità permanente o l’inabilità assoluta temporanea per più di tre giorni. E’ evidente quindi che la causa deve obbligatoriamente essere violenta, ossia comprendere ogni aggressione che dall’esterno danneggia l’integrità psico-fisica del lavoratore.

Le tabelle I.n.a.i.l.

Conoscere la percentuale d’invalidità riconosciuta dall’Inail all’infortunato vengono utilizzate le apposite tabelle Inail che potete consultare al seguente link (Tabella Inail); ad ogni tipologia di infortunio corrisponde quindi una certa percentuale di invalidità permanente che in ogni caso sarà accertata da un medico legale incaricato. La valutazione dell’invalidità infatti si basa sulla diminuzione o perdita dell’attitudine al lavoro, intesa come residua capacità lavorativa.
Il calcolo dell’indennità riconosciuta per accertata invalidità permanente è fissato dai Contratti collettivi nazionali di lavoro che prevedono modalità specifiche.

Quando si ha diritto all’indennizzo

Il medico legale incaricato dall’Inail avrà il compito di valutare i postumi d’invalidità conseguenti all’infortunio occorso al soggetto richiedente, una volta che esso ha comunicato la guarigione clinica. Per infortuni avvenuti a decorrere dal 25 luglio 2000, se la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico) accertata al lavoratore è di grado:

  • inferiore al 6%: non ha diritto ad alcun indennizzo
  • dal 6 al 15%: ha diritto all’indennizzo in capitale del solo danno biologico
  • dal 16 al 100%:  ha diritto a una rendita che indennizza sia il danno biologico sia le conseguenze patrimoniali della menomazione

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