Gli ultimi 12 mesi di aumenti rca secondo l’Ivass

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IVASS

La norma europea sulla parità di trattamento tariffario in ambito assicurativo ha prodotto i suoi primi effetti con l’inizio del 2013: l’Ivass ha effettuato le prime rilevazioni sulle tariffe proposte dalle compagnie assicurative in relazione al sesso dell’assicurato e ne è venuto fuori un prevedibile rialzo dei premi per le donne e una lieve diminuzione per gli uomini.

Donne penalizzate dalle nuove norme

Negli ultimi 12 mesi d’analisi rca, tanto per capirci, l’aumento più elevato su scala nazionale è stato del 13,5% per una diciottenne donna che assicura un’utilitaria da 1.300 cc in Cu 14; lo stesso profilo assicurato su un diciottenne uomo è invece diminuito del 6,7%. L’effetto dell’eliminazione del fattore genere come parametro per il calcolo dei premi rca ha quindi portato i suoi effetti e sfortunatamente sono le donne ad averne subito le conseguenze peggiori.

Continuano le discriminazioni territoriali

L’indagine Ivass ha messo nuovamente alla luce le differenze d’aumenti tra le regioni settentrionali e quelle meridionali: al Napoli i premi per un cinquantacinquenne uomo che assicura un’utilitaria in classe  Cu 01 paga mediamente 1.237 euro con un’aumento rispetto all’anno precedente del 9%; a Trento od Aosta lo stesso assicurato pagherebbe meno di 400 euro con un’aumento medio del 2,5% rispetto al 2012. Il problema del caro rca al Sud quindi continua nella direzione degli ultimi anni: nelle regione meridionali aumentano i premi rca ed anche gli aumenti in percentuale sono comunque maggiori che nelle regioni del Centro-Nord.

Rc moto insostenibili

Piccola parentesi riguardo alle due ruote: i premi medi su scala nazionale sono aumentati del 10,2% per gli assicurati di sesso maschile, mentre per le donne l’aumento medio è stato dell’8,2%. Anche il settore delle due ruote sta subendo inarrestabili aumenti da decenni ormai, con le regioni del Sud fortemente penalizzate: è facile trovare premi assicurativi più costosi del mezzo stesso da assicurare, aspetto che penalizza fortemente il mercato di vendita dei mezzi a due ruote, come reclamato da mesi dai concessionari di tutta Italia.

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