La crisi economica e gli aumenti rca hanno messo in crisi la raccolta assicurativa

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Secondo i dati ufficiali forniti dall’Isvap la raccolta totale dei premi assicurativi nel 2011 è stata in netta diminuzione rispetto all’anno precedente. Il decremento nel 2011 è stato del 12,50% circa e tiene conto della raccolta totale operata dalla imprese di assicurazioni nazionali e delle rappresentanze estere operanti nel territorio nazionale.

Pochi risparmi per il ramo vita

La raccolta totale di premi assicurativi nel 2011 è stata di 110,3 miliardi di euro, suddivisi in 73,9 miliardi provenienti dai rami vita e 36,4 miliardi di euro dai rami danni. La diminuzione generale della raccolta assicurativa è la conseguenza della netta contrazione della raccolta vita, che da sola ha segnato un -18% rispetto al 2010; sicuramente la motivazione principale è individuabile nella crisi economica che sta ancora attanagliando il nostro Paese, causa di una rilevante diminuzione della capacità di risparmio dei consumatori. All’interno del dato sulla raccolta vita la perdita più evidenteè data dai prodotti di capitalizzazione e dalle index e unit che rispettivamente hanno fatto segnare un -39% e un -18,9%; su tutti i dati relativi alla raccolta vita la causa della contrazione è sicuramente da attribuire alla crisi economica nazionale ed internazionale.

Rami danni in crescita a causa degli aumenti rca

Il ramo danni invece ha segnato nel 2011 un’aumento dell’1,4% con una raccolta totale di 36,4 miliardi di euro. Assolutamente rilevante la raccolta rca contenuta in questo totale che è arrivata a quota 17,8 miliardi di euro con un’incremento rispetto al 2010 del 4,7%.
Purtroppo non possiamo dire che quest’incremento di raccolta nel ramo rca sia dovuto ad un maggior numero di immatricolazioni nel nostro Paese, ma è il risultato dei rilevanti aumenti tariffari attuati dalle Compagnie; se consideriamo che negli ultimi mesi molti italiani hanno rinunciato all’acquisto di un’auto nuova, ma spesso anche ad utilizzare (e quindi assicurare) quella già di loro proprietà, è facile capire quanto abbiano pesato gli aumenti tariffari nelle tasche degli italiani.

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