Ok alla scatola nera, ma con la tariffa unica nazionale

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L’utilizzo della scatola nera a carico delle compagnie assicurative in cambio di sconti tariffari è uno dei provvedimenti previsti dalla liberalizzazione del settore rca voluta dal Governo Monti. La ricetta in questione ha lo scopo di ridurre i costi assicurativi abbassando da un lato il numero dei sinitri, ed impedire dall’altro l’uso dei falsi incidenti come pretesto per le compagnie per aumentare le tariffe, soprattutto al Sud.

Mo’ Bast invoca la tariffa unica nazionale

I movimenti di protesta come Mo’ Bast  hanno da subito accolto positivamente l’utilizzo della scatola nera coni costi a carico delle compagnie assicurative, ma invocano a gran voce l’utilizzo di una tariffa rca unica nazionale. Come fa notare la portavoce del movimento Mo’  Bast, Gabriella Gambardella, il provvedimento adottato è sensato ma la tariffa utilizzata dovrà essere personale e non in base alla provincia di residenza; se si lascia la libertà alle compagnie di distinguere i premi rca per provincia cambierà poco, le provincie del Sud pagheranno sempre di più rispetto a quelle del Nord, nonostante la sinistrosità sia tenuta sotto controllo dalle scatole nere.
Al Sud infatti le compagnie ricaricano sui cittadini onesti i costi delle frodi assicurative, e finchè le provincie del Sud verranno considerate tariffariamente più pericolose pagheranno premi sempre più alti degli altri. Le scatole nere in questo senso aiuteranno a prevenire le frodi e rendere le statistiche dei sinistri sotto gli occhi di tutti, anche del Governo a cui si chiede di garantire la tutela dei consumatori analizzando i dati ufficiali forniti dalle compagnie.

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