Italia in recessione, cosa succederà nel 2012-2013?

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Italia in recessione nel 2012, e’ la previsione degli economisti e di Confindustria non solo per il prossimo anno; il biennio 2012-2013 vedrà molte aziende sparire e la perdita di 800 mila posti di lavoro.
Lo scenario economico del 2012 vedrà una caduta del Pil di 2 punti percentuali ed una pressione fiscale record del 45,5% al 2013, mentre quella reale sarà del 54%; sono questi i dati allarmanti forniti da Confindustria seconda la quale però a seguito della profonda crisi di questi mesi avverrà una lenta ripresa con l’inizio della primavera del prossimo anno.
La manovra economica del Governo Monti rappresenta solo una timida base per dare inizio ad una lenta risalita tra almeno 6 mesi, ma l’ottimismo deve prevalere sulla sfiducia poichè l’Italia è veramente arrivata al bivio, o sceglie il dissolvimento dell’euro o imbocca un rientro in tempi brevi dalle insostenbili tensioni sui titoli di stato per arrivare ad una ripresa per meta’ 2012.

Cos’è la recessione?

Per chi non avesse ancora ben presente il concetto di recessione, essa inizia quando la capacità produttiva di un paese è inferiore a quella che lo stesso potrebbe avere usando tutti i propri fattori produttivi. In pratica la recessione rappresenta l’opposto della crescita economica, cioè il contrario dello sviluppo di un paese nei vari settori economici che comporta aumento della ricchezza, dei consumi, della produzione di beni e di servizi.

Cosa succede in tempi di recessione?

Gli effetti della recessione possono essere molti e dipendono dalla gravità della crisi economica; le prime conseguenze di un evidente calo di produzione sono sicuramente un calo del livello di occupazione, la sfiducia sui mercati che causa meno investimenti nel paese e l’aumento del costo della vita.
La speranza per l’Italia è di riuscire a superare questo momento di crisi e di recessione e l’unico modo per riuscirci è apporntare i correttivi necessari per rifar partire la produzione di beni e servizi nel nostro Paese, passando per riforme sicuramente dolorose per tutti ma assolutamente necessarie; l’importante è che TUTTI contribuiscano in base alle proprie possibilità ed è ciò che si sta cercando di ottenere con una manovra economica più equa possibile.

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