Perchè in Italia l’R.c.a. costa così tanto

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Per esercitare in modo sostenibile l’attività di impresa, l’assicuratore deve necessariamente raggiungere un equilibrio tecnico tra i premi raccolti e le “uscite” derivanti dai risarcimenti dei danni. Le tariffe r.c. auto vengono costruite in relazione all’evoluzione del numero dei sinistri e dei costi dei risarcimenti. Costi e prezzi. Un binomio inscindibile all’origine dei continui rincari dell’RC Auto.

All’origine dei costi elevati connessi ai sinistri ci sono fondamentalmente 3 fenomeni:

  1. l’abnorme numero dei danni alla persona di lievissima entità di origine speculativa (es. colpo di frusta);
  2. l’assenza di una disciplina organica per il risarcimento dei danni alla persona;
  3. la rilevante diffusione delle frodi e l’assenza di strumenti per combatterle.

Per capire questi fenomeni è sufficiente considerare alcuni dati e inquadrare alcune tendenze:

la frequenza dei sinistri auto nel 2000 era di circa l’11% (su 100 veicoli 11 provocavano un sinistro), nel 2010 è stata quasi del 8,5%. Una diminuzione del 23% in 10 anni del numero degli incidenti stradali e delle vittime dovuto ad un mix di cause: maggiore sicurezza stradale, numerose campagne di informazione, maggiori controlli e una politica più repressiva, che in ultima analisi ha giovato anche ai conti delle Compagnie di assicurazione.
Non così positivo è invece l’andamento delle conseguenze dei sinistri e cioè del costo dei risarcimenti che nel 2000 era in media di € 2.825 per sinistri e che nel 2010 ha raggiunto quasi quota € 4.000. Un aumento del 41% che controbilancia molto negativamente il buon risultato sulla diminuzione del numero dei sinistri visto sopra.

Il 65% del costo totale dei sinistri è rappresentato dal danno alle persone. Le lesioni di lieve entità (ossia quelle con un grado di invalidità permanente inferiore a 9 punti) hanno rappresentato circa un quarto di tutto il costo sinistri, quelle di grave entità (quelli con almeno 10 punti di invalidità) arrivano addirittura la 40%.
La fortissima incidenza dei risarcimenti derivanti dai danni alla persona deriva, essenzialmente, dal fatto che per ogni cinque sinistri denunciati vi è un risarcimento per danni alla persona. In valore assoluto, abbiamo ogni anno un milione di feriti, su quasi quattro milioni di sinistri. In termini più tecnici, la percentuale di sinistri con almeno un danno alla persona è stata nel 2009 in Italia pari a circa il 22%. Nel confronto internazionale è un valore doppio di quello osservato negli altri paesi europei.
L’anomalia italiana, infatti, è essenzialmente dovuta a un diffuso fenomeno speculativo favorito da una legislazione forse eccessivamente benevolente.

Con riferimento ai danni alla persona più gravi, manca a tutt’oggi la disciplina unitaria per la valutazione economica e medico-legale di tali lesioni.
In assenza della normativa, i tribunali aggiornano le tabelle di valutazione economica delle lesioni sulla base di criteri disomogenei. Le nuove tabelle del Tribunale di Milano, introdotte quasi due anni fa e via via applicate da un numero rilevante di altri tribunali, ha comportato un aumento dei costi di liquidazione del 15% e un conseguente  aggravamento del fabbisogno tariffario di circa il 5% e sono state di recente aggiornate
Relativamente ai danni alla persona di lieve entità la frequenza degli stessi è anomala e non ha riscontro in altri paesi europei, soprattutto se si considerano gli enormi passi avanti fatti dall’industria automobilistica nel campo dei sistemi di sicurezza dei veicoli: sarebbe infatti naturale attendersi perlomeno una stabilizzazione dei danni a persona se non una loro diminuzione.

Infine la piaga delle frodi.  I dati rilevati dall’ISVAP riportano solo le truffe scoperte dalle imprese attraverso i limitati mezzi che esse possono impiegare per contrastare il fenomeno (il 2,5% dei sinistri risulterebbe d’origine fraudolenta). Tali dati, assolutamente parziali rispetto all’entità del grave fenomeno, mostrano peraltro che le truffe sono concentrate prevalentemente in specifiche aree del Mezzogiorno dove l’ANIA stima che in queste aree circa il 30% dei sinistri è una truffa.

Le criticità del settore dell’R.C. Auto hanno dunque carattere strutturale e hanno origine da una serie di problemi risalenti nel tempo e che, senza interventi correttivi, sono destinati a permanere se non ad aggravarsi nel medio periodo.

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