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I comportamenti delle Compagnie finiscono in Parlamento


Il 14 Febbraio 2012 è stata finalmente presentata un’interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico sui comportamenti scorretti delle compagnie assicurative in molte zone d’Italia, promossa dall’On. Marco Causi del Pd. L’interrogazione parlamentare nasce dai recenti e recidivi sistemi adottati dalle compagnie per eludere l’obbligo a contrarre in ambito rca e dalla poca concorrenza per gli assicurati che ne consegue.

Ecco il testo dell’interrogazione parlamentare

Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze. – Per sapere – premesso che:

l’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, estende a decorrere dal 2008 il divieto – già operativo nel settore dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 -, per le compagnie di assicurazione e per i loro agenti di vendita, di stipulare clausole di distribuzione esclusiva di polizze relative a tutti i rami danni;

la misura è stata introdotta per dare attuazione ai principi comunitari sulla concorrenza, di cui agli articoli 81, 82 e 86 del trattato istitutivo della Comunità europea (TCE), che riguardano il divieto di accordi tra imprese che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto e per effetto di falsare la concorrenza all’interno del mercato comune; il divieto di sfruttamento abusivo da parte di una impresa di una posizione dominante sul mercato comune e il divieto per gli Stati membri di mantenere, nei confronti delle imprese pubbliche, qualunque misura contraria alle norme del Trattato in particolar modo quelle relative alla concorrenza;

ai sensi del comma 3 del citato articolo 8, del decreto-legge n. 223 del 2006, l’imposizione di un mandato di distribuzione esclusiva nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria per responsabilità civile auto, costituisce intesa restrittiva delle concorrenza ai sensi dell’articolo 2 della legge 10 ottobre 1990, n. 287;

il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nel corso dell’audizione alla 10a Commissione del Senato svoltasi il 12 ottobre 2011 (nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul settore dell’assicurazione di autoveicoli, con particolare riferimento al mercato e alla dinamica dei premi dell’assicurazione per responsabilità civile auto), ha di fatto riconosciuto l’importanza di favorire lo sviluppo sia di broker che di agenti plurimandatari in considerazione della complessità dei servizi assicurativi, al fine di favorire la diffusione di figure professionali, sostanzialmente indipendenti dalle compagnie, la cui funzione sia quella di consigliare agli utenti il prodotto per essi migliore;

sulla base delle stime di operatori del settore, si deve constatare ancora una scarsa diffusione di agenti plurimandatari: infatti, a fronte del 7,8 per cento di agenti plurimandatari nel 2007, si sarebbe passati al 13,4 per cento nel 2008 e al 17,6 per cento nel 2009;

la situazione denunciata è ancor più grave nel Sud Italia, in cui persiste ancora un regime monomandatario quasi totalitario; alcune compagnie storicamente aperte al plurimandato esercitano infatti l’attività solo in determinate aree dell’Italia situate prevalentemente al Nord;

inoltre, dai dati emergerebbe che il plurimandato non si è diffuso in particolare tra le compagnie di maggiori dimensioni, le quali continuerebbero ad operare con reti di agenti di fatto monomandatari e a non concedere mandati ad agenti plurimandatari;

questi dati trovano un coerente riflesso e un’implicita conferma nelle numerose segnalazioni giunte all’Autorità relative a comportamenti posti in essere dalle compagnie tendenti a eludere, e nella sostanza a vanificare, i ricordati interventi tesi a favorire lo sviluppo di un’industria della distribuzione assicurativa indipendente dalle compagnie che producono i vari servizi;

si tratta di un quadro di prime evidenze molto articolato che l’Autorità sta attentamente valutando anche al fine di verificare se vi siano margini per interventi istruttori ma, in ogni caso, le citate segnalazioni sono, ad avviso degli interroganti, testimonianza inequivocabile della volontà delle imprese assicurative di ostacolare un canale distributivo, che potrebbe costituire un efficace volano di concorrenza tra le imprese stesse, con evidenti vantaggi per gli utenti finali;
le compagnie di assicurazione già da qualche anno starebbero, sistematicamente, abbandonando alcuni territori ritirando l’offerta dei propri prodotti in alcune aree del Sud Italia e già da anni non effettuano politiche di sviluppo economico rivolte alle nuove generazioni;

sarebbe opportuno imporre ai distributori l’obbligo di offrire prodotti e servizi assicurativi di più compagnie, con un impegno, da parte delle imprese di assicurazione, ad operare con le agenzie presenti in tutte le province italiane, al fine di prevedere una diffusione capillare dei prodotti su tutto il territorio nazionale e con lo scopo di porre rimedio alle palesi discriminazioni territoriali nei confronti dei consumatori del meridione che sono costretti dalla limitata offerta a sostenere premi assicurativi più alti rispetto al Nord Italia.

quali iniziative di competenza, anche normative, il Governo intenda assumere al fine di garantire da parte delle imprese di assicurazione l’operatività capillare e l’offerta dei prodotti su tutto il territorio nazionale e di eliminare la perdurante discriminazione cui sono sottoposti i consumatori del Sud, obbligati a sostenere premi assicurativi maggiorati rispetto al resto del Paese.

Maggiore concorrenza e plurimandato

Oggetto principale dell’interrogazione parlamentare è la poca concorrenza tra le Imprese specie in molte zone del Sud, che non dà la possibilità agli utenti di scegliere tra un ventaglio di offerte minimo, costringendo di fatto gli assicurati a stipulare polizze rca a prezzi esagerati. La soluzione secondo l’On. Causi è sicuramente quella di favorire lo sviluppo di una maggiore rete distributiva dei prodotti assicurativi tramite brokers e agenti plurimandatari. I dati portati a conferma di questa scarsa presenza di canali distributivi pluriofferta non lasciano spazio a dubbi: al 2009 solo il 17% circa degli agenti è plurimandatario e quelli che lo sono difficilmente hanno mandati da parte compagnie di grandi dimensioni che continuano ad operare esclusivamente tramite agenti monomandatari. Da notare in questo frangente la situazione ancor più grave al Sud, dove le compagnie che normalmente lavorano con agenti plurimandatari al Nord, al Sud spesso non operano del tutto; nel Meridione infatti il regime di distribuzione è quasi totalmente monomandatario.

L’interrogazione parlamentare del Pd richiede quindi soluzioni atte a aliminare le discriminazioni nei confronti degli utenti del Sud e che favoriscano una maggiore offerta per gli assicurati; il plurimandato obbligatorio tanto acclamato ma frettolosamente messo da aprte dal Decreto Liberalizzazioni è sempre la soluzione più acclamata.




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Commenti

Pingback da Il Call Center Consumatori dell’Isvap | Assionline
Inserito: 20 febbraio 2012, 11:05

[...] I comportamenti delle Compagnie finiscono in Parlamento [...]

Commento da NICOASS SAS
Inserito: 10 marzo 2012, 17:50

Se sarebbero applicare le regole della liberizzazione già esistenti
saremmo a buon punto.
Ma quello che più risolverebbe il problema”di coccorrenza e di
agenzie/sub agenzie “che non ci trovano,e gli operatori spesso si
trovano senza poter lavorare e quindi senza guadagno; E’ obligare
le Compagnie ad essere presenti in tutte le regioni d’Italia.
Questo,sia per le agenzie che per gli ispettorati sinistri,e quest’ultimi avendo un minor carico di lavoro,essere più celeri nel
espletare la stima del danno(perizia)ponderare la differenza tra
richiesta e offerta, E quando è necessario” si presume la frode ”
denunciare alle autorità Giudiziarie,non fare di tutta l’erba un fascio(il fascio non esiste più).Le Compagnie,per l’interesse comune,con uno o,o1% dei premi,potrebbero finanziare un uffico
apposito, presso Le Autorità Giudiziarie. Penso che tante cose si
risolverebbero in un solo anno di bilamcio.

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